L’Italia del lusso: i consumatori vogliono qualità e sostenibilità 

Sì, è vero che anche il mercato del lusso ha segnato un certo rallentamento. La colpa è dell’incertezza economica e dei cambiamenti nei modelli di consumo, che si fanno sentire anche nei settori top. Tanto che il comparto lusso, stando alle previsioni, nel 2025 dovrebbe registrare una contrazione del 4%.
In questo contesto diventa fondamentale per le aziende capire a fondo le aspettative dei clienti. Per farlo, EY ha presentato la prima edizione del Luxury Client Index, uno studio che analizza le preferenze di 1.600 consumatori aspirazionali in dieci mercati, compresa l’Italia.

I risultati sono stati illustrati a Milano durante l’evento EY Winning Back Aspirational Luxury Clients, organizzato in collaborazione con FSB Group, un’occasione di confronto tra esperti, investitori e grandi brand per tracciare il futuro del settore.

Il momento di un riposizionamento 

Secondo Anna Nasole, strategic & transactions fashion & luxury leader di EY Parthenon Italia, “il lusso sta vivendo un riposizionamento: i consumatori cercano qualità, autenticità, sostenibilità ed esperienze personalizzate, non solo status. I brand devono puntare su innovazione di prodotto, digitalizzazione e sostenibilità come vantaggio competitivo”.

Dopo il boom di operazioni M&A post-Covid, il mercato ha rallentato a causa della debole domanda, delle crisi nei mercati geografici e dell’instabilità geopolitica. L’Italia resta centrale grazie a marchi iconici e filiere consolidate, ma oggi servono strategie più selettive, attenzione ai trend lifestyle e strumenti globali di salvaguardia ambientale ed etica.

Cosa guida le scelte degli italiani

Dall’EY Luxury Client Index emerge che il 68% degli acquirenti italiani dà priorità alla qualità, contro il 47% dei consumatori globali che indicano il riconoscimento sociale come principale motivazione. Il brand resta rilevante per il 22% degli italiani, mentre solo il 9% predilige prodotti senza loghi visibili.

Le differenze generazionali sono evidenti: la Gen Z segue influencer e celebrità (43%), mentre il 73% dei Baby Boomers valorizza la storia del marchio. La sostenibilità diventa un driver centrale per Millennial e Gen Z, e un terzo degli intervistati la considera prioritaria.

Esperienze, digital e nuovi modelli

Il negozio fisico continua a essere importantissimo in Italia, scelto dal 73% dei consumatori, ma cresce l’interesse per esperienze multicanale e digitali. L’intelligenza artificiale promette personalizzazione, anche se il potenziale è ancora in gran parte inesplorato.

Tra i nuovi modelli di business, un terzo dei consumatori opta per il second hand, mentre il noleggio interessa il 54%. Infine, per fronteggiare il calo del 23% nelle vendite italiane, il 22% degli intervistati suggerisce forme di pagamento più flessibili.