Fatto salvo l’effetto rimbalzo del 2021, le richieste di finanziamento da parte delle famiglie si sono via via stabilizzate, alternando fasi moderatamente espansive con altre più restrittive. Nei primi 9 mesi del 2024 le richieste di prestiti registrano una contrazione del -1,1%. L’importo medio però si attesta a 9.260 euro, il 9,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2023.
Lo evidenzia l’ultima analisi del Barometro CRIF su fonte EURISC.
“Il comparto dei prestiti sta registrando una crescita moderata e talvolta faticosa. Tuttavia, l’innovazione tecnologica e l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale restano un volano imprescindibile per un cambio di passo in un mercato in rapida trasformazione – spiega Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. Infatti, sono proprio i player non tradizionali a farsi sempre più spazio sul mercato, proprio in virtù di un modello di business agile e altamente digitalizzato”.
Comparto sostenuto dai prestiti personali
Entrando nel dettaglio delle diverse forme tecniche al III trimestre 2024, sostengono il comparto i prestiti personali (+10,3%), mentre l’importo medio si mantiene stabile (+1,0%, valore di 11.838 euro).
Dinamica speculare per i prestiti finalizzati, che si contraggono del 10,3%, mentre l’importo medio cresce a doppia cifra (+14,0%, valore di 6.718 euro).
Considerando il solo mese di settembre, si registra la stessa dinamica divergente, ovvero, segno negativo per i prestiti finalizzati, con un -12,3%, mentre i prestiti personali continuano a essere la forma tecnica maggiormente richiesta dalle famiglie, con un +13,8% di domande.
Distribuzione delle richieste per importo e durata
L’analisi della distribuzione delle richieste di finanziamento per fascia di importo conferma che nei primi nove mesi del 2024 quasi una richiesta su due si concentra nella classe inferiore a 5.000 euro (48,8%).
Si registra la stessa prudenza anche per le diverse tipologie di finanziamento: il 65,4% delle richieste di prestiti finalizzati presenta importi inferiori a 5.000 euro e la stessa classe d’importo risulta la preferita anche per i prestiti personali (32,0%).
Quanto alla distribuzione per durata, quasi una domanda su tre richiede piani di rimborso superiori a 5 anni, con una quota pari al 30,0% del totale. Perdura, da parte delle famiglie, un comportamento di cautela, al fine di non appesantire troppo il bilancio mensile con uscite fisse.
Età dei richiedenti: maggioritaria fascia 45-54 anni
Tra le diverse forme tecniche, i prestiti finalizzati prediligono un arco temporale di 2 e 3 anni (28,5%), mentre i prestiti personali si sono indirizzati su piani di rimborso superiori a 5 anni (49,7%).
Osservando la distribuzione delle istruttorie di credito in relazione all’età del richiedente, il Barometro CRIF evidenzia come sia stata la fascia 45-54 anni a risultare maggioritaria, con il 23,3% del totale, seguita da quella 35-44 anni (20,4%).
Stessa dinamica per le diverse tipologie di finanziamento, poiché anche in questo caso la fascia di età più propensa a richiedere finanziamenti rimane quella 45-54 anni: il 23,6% per i prestiti personali e il 23,1% per i prestiti finalizzati.
