Anche quest’anno il Censis ha pubblicato le classifiche delle università italiane, diventate ormai un punto di riferimento per l’orientamento di migliaia di studenti. L’analisi si basa sulla valutazione delle università, sia statali che non, suddivise per dimensioni, tenendo conto di vari fattori: strutture, servizi offerti, borse di studio, internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, e occupabilità.
A queste classifiche si aggiungono i ranking per le classi di laurea triennali, i corsi a ciclo unico e le lauree magistrali biennali, basati sulla progressione di carriera degli studenti e sui rapporti internazionali. In totale, si tratta di 70 graduatorie derivanti da 963 variabili, utili per aiutare i giovani e le loro famiglie a scegliere con consapevolezza il percorso formativo.
Nuovi iscritti, di più al Sud che al Nord
Le immatricolazioni per l’anno accademico 2023-2024 mostrano un leggero calo del 0,2%, corrispondente a 579 studenti in meno rispetto all’anno precedente. A livello territoriale, gli atenei del Sud e delle isole (+4,2%) e del Nord-Est (+1,2%) registrano un aumento degli iscritti, mentre al Centro (-3,6%) e nel Nord-Ovest (-2,5%) si osserva una diminuzione.
Per quanto riguarda le aree disciplinari, quella sanitaria e agro-veterinaria vede il maggior incremento di nuovi iscritti (+7,0%), trainata soprattutto dai corsi medico-sanitari e farmaceutici (+10,1%) e di scienze motorie e sportive (+5,5%). Anche l’area artistica, letteraria e dell’educazione registra un lieve aumento (+0,5%), grazie soprattutto ai corsi di educazione e formazione (+5,9%). Al contrario, le aree economica, giuridica e sociale e quelle delle discipline STEM mostrano entrambe una contrazione del 2,2%.
Più ragazze nelle discipline scientifiche
Un dato interessante riguarda l’aumento delle donne nelle discipline scientifiche. I nuovi iscritti maschi sono diminuiti del 1,1%, mentre le nuove iscritte sono aumentate dello 0,5%. Le studentesse sono cresciute non solo nei corsi tradizionalmente a vocazione femminile, ma anche in ambito medico-sanitario e farmaceutico (+10,0%) e nelle discipline STEM. Ad esempio, in architettura e ingegneria civile, le nuove immatricolate sono aumentate del 6,4% mentre i nuovi immatricolati sono diminuiti del 1,9%. Nelle discipline informatiche e ICT, le donne sono cresciute del 12,5% contro un aumento dell’1,2% degli uomini.
Padova al primo posto tra i mega atenei
Per quanto riguarda i mega atenei statali (oltre 40.000 iscritti), l’Università di Padova è al primo posto con 89,5 punti, seguita dall’Università di Bologna e dalla Sapienza di Roma. Tra i grandi atenei statali (20.000-40.000 iscritti), l’Università della Calabria si colloca al vertice, mentre tra i medi atenei statali (10.000-20.000 iscritti) primeggia l’Università di Trento. Nei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti), l’Università di Camerino mantiene la prima posizione.
Nei politecnici, il Politecnico di Milano è al primo posto, mentre tra gli atenei non statali, la Luiss si distingue tra i grandi atenei, e la Libera Università di Bolzano tra i piccoli.
