Italia digitale: metà dei cittadini esposti a odio, fake news e contenuti a rischio

Italiani sempre più connessi e digitali, ma non mancano le criticità. Circa la metà dei nostri connazionali dichiara infatti di essersi imbattuta almeno una volta in episodi di odio online, disinformazione e revenge porn.

A lanciare l’allarme è il rapporto AGCOM “I fabbisogni di alfabetizzazione mediatica e digitale nella popolazione italiana”, presentato ufficialmente con la partecipazione del Presidente dell’Autorità, Giacomo Lasorella, il Commissario Massimiliano Capitanio e il Direttore Mario Staderini.

Un web sempre più ostile: la percezione del rischio

Più di 8 cittadini su 10 manifestano preoccupazione per la presenza di contenuti pericolosi online. Nonostante ciò, quasi la metà degli italiani (44,1%) non si è mai rivolta a qualcuno per ottenere consigli su un uso più consapevole dei media digitali.

Fortunatamente, i minori sono più propensi a chiedere aiuto : il 50% dei giovanissimi si affida alla famiglia, un terzo agli insegnanti, e il 30% degli adolescenti ai coetanei.

Internet sì, consapevolezza no

L’utilizzo di Internet è ormai una prassi quotidiana: il 90% dei cittadini italiani accede al web ogni giorno, e quasi la metà vi trascorre oltre quattro ore. Tuttavia, l’alfabetizzazione algoritmica resta carente: solo il 7% della popolazione raggiunge un livello considerato ottimale, mentre più di un terzo degli over 14 è totalmente impreparato, percentuale che sale al 60% tra gli anziani.

Media digitali in famiglia: tra regole e divieti

Nel rapporto emerge una crescente attenzione dei genitori all’uso dei media da parte dei figli. Otto famiglie su dieci adottano qualche forma di regolamentazione: le più diffuse riguardano i limiti di tempo e l’uso di strumenti di parental control. Le strategie variano in base all’età e al titolo di studio: i genitori più istruiti preferiscono il monitoraggio e la condivisione, mentre quelli più giovani tendono a imporre divieti.

Reazioni ai contenuti pericolosi: cosa fanno gli italiani

Oltre l’80% degli italiani ha adottato almeno una misura contro contenuti ritenuti a rischio, come evitarne la visione o cambiare piattaforma.
Solo un terzo verifica la fonte delle notizie sospette. Il livello di istruzione influisce sulle reazioni: chi ha studiato di più segnala e controlla più frequentemente.

Algoritmi e personalizzazione: la conoscenza resta bassa

Più del 40% degli italiani non conosce il funzionamento degli algoritmi che influenzano i contenuti online. E sebbene quasi la metà sia consapevole della possibilità di personalizzare la propria esperienza digitale, solo una piccola percentuale usa strumenti come filtri editoriali o segnalazioni di contenuti inappropriati.

In sintesi, il rapporto AGCOM evidenzia un’Italia connessa ma con ancora poca consapevolezza. Un paese in cui la diffusione dell’informazione digitale supera di gran lunga la capacità critica della popolazione di affrontarla in modo sicuro e responsabile.