A dicembre torna a crescere la fiducia di famiglie e imprese
Il 2025 si chiude con un segnale che, pur senza entusiasmi fuori misura, merita attenzione. A dicembre il clima di fiducia in Italia mostra un miglioramento sia per i consumatori sia per le imprese. Lo certificano i dati Istat, che fotografano un Paese ancora prudente, ma un po’ meno sfiduciato rispetto ai mesi precedenti.
Non si tratta di una svolta, ma di un cambio di umore. L’indicatore di fiducia dei consumatori sale da 95,0 a 96,6, mentre quello delle imprese cresce da 96,1 a 96,5. Numeri che raccontano una lenta risalita, fatta più di piccoli passi che di balzi in avanti.
Famiglie un po’ più serene
Tra i consumatori il miglioramento è piuttosto diffuso. A crescere di più sono le valutazioni legate alla situazione personale e al presente. Il clima personale passa da 94,5 a 96,4 e quello corrente supera la soglia dei 100 punti, arrivando a 100,2. È come se le famiglie percepissero un po’ meno pressione nella gestione quotidiana, tra lavoro, spese e bilanci domestici.
Migliorano anche le aspettative: il clima futuro sale a 91,6 e quello economico a 97,0. Restano però alcune ombre. Le opinioni sull’andamento generale dell’economia italiana e sulla convenienza di risparmiare continuano a non convincere del tutto. L’atteggiamento resta prudente, quasi a voler vedere qualche conferma in più prima di sbilanciarsi.
Imprese, segnali contrastanti
Guardando alle imprese, il quadro è più sfaccettato. A sostenere la fiducia sono soprattutto i servizi di mercato, dove l’indice sale fino a 100,0. Qui migliorano giudizi e aspettative, segno di un comparto che, almeno per ora, vede prospettive più solide.
Il commercio al dettaglio rimane sostanzialmente stabile. Le vendite vengono giudicate in lieve peggioramento, ma le attese per i prossimi mesi sono in aumento e le scorte risultano in calo. Una situazione di equilibrio, tipica di una domanda ancora cauta.
Più difficile, invece, il momento per l’industria. Nella manifattura la fiducia scende ulteriormente, mentre nelle costruzioni, nonostante ordini in miglioramento, pesano le previsioni di una possibile riduzione dell’occupazione.
Meno difficoltà per l’export
C’è però una nota positiva che arriva dai mercati esteri. Nel quarto trimestre del 2025 diminuisce la quota di imprese manifatturiere che dichiarano problemi nell’export. Un segnale incoraggiante, che potrebbe dare ossigeno alla produzione nei prossimi mesi.
In sintesi, dicembre consegna un’Italia un po’ più fiduciosa, ma ancora con i piedi ben piantati a terra. L’aria sembra meno pesante, anche se la strada resta tutta da percorrere.
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