PA, famiglie e società: i conti del terzo trimestre 2023

L’Istat ha rilasciato il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP) e le stime relative alla situazione economica delle famiglie e delle società per il terzo trimestre 2023.
I dati relativi alle Amministrazioni pubbliche sono espressi in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

Dal Conto, che è parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali, emerge come nel terzo trimestre del 2023 l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil sia stato pari al -5,0%. Nello stesso trimestre del 2022 era pari al -9,4%.

Aumenta il reddito disponibile delle famiglie e crescono i consumi

Il saldo primario delle Amministrazioni pubbliche, l’indebitamento al netto degli interessi passivi, è risultato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -1,2%. Nel terzo trimestre del 2022 era pari a -5,6%.
Il saldo corrente delle Amministrazioni pubbliche è stato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,1% (-1,2% nel terzo trimestre del 2022).

La pressione fiscale è stata pari al 41,2%, in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è invece aumentato dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,2%.

Sale il potere d’acquisto, ma per le imprese calano i profitti 

La propensione al risparmio delle famiglie italiane è stimata al 6,9%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al secondo trimestre del 2023. Inoltre, il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici è cresciuto dell’1,3%, rispetto al trimestre precedente. Questo, a fronte di un aumento dei prezzi pari al +0,5%.

Quanto alle imprese, la quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 42,5%, è diminuita di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. E il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 22,2%, è diminuito di 0,4 punti percentuali rispetto al secondo trimestre dell’anno appena trascorso.

Diminuisce il debito pubblico, scende la pressione fiscale

Nel terzo trimestre del 2023 il quadro della finanza pubblica ha mostrato un miglioramento per l’indebitamento, e rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente, una pressione fiscale in diminuzione.
Nello stesso periodo, dopo la brusca caduta del quarto trimestre 2022, il potere d’acquisto delle famiglie ha proseguito la ripresa. Tale ripresa, iniziata nel primo trimestre del 2023, era stata interrotta dalla lieve flessione del trimestre successivo.

La stessa dinamica si è osservata per la propensione al risparmio, che tuttavia è rimasta molto al di sotto dei livelli pre-Covid.
Le società non finanziarie hanno poi registrato la terza flessione consecutiva della quota di profitto, ma di minore intensità rispetto alle precedenti. Analogamente, è proseguita la diminuzione del tasso di investimento, iniziata nel quarto trimestre del 2022.

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AI e cybersicurezza: nel 2023 il panorama delle minacce è cambiato?

L’ultimo Security Bulletin (KSB) di Kaspersky evidenzia la profonda influenza dell’Intelligenza artificiale sul panorama delle minacce IT del 2023.
Con l’avanzamento del progresso tecnologico e i cambiamenti che investono la società all’interno delle conversazioni globali si sta affermando il termine ‘AI’. Ma nel corso di quest’anno gli strumenti di Intelligenza artificiale hanno anche aiutato i criminali informatici nelle attività malevole. Al contempo, hanno reso disponibili anche le applicazioni difensive.

In ogni caso, la crescente diffusione dei Large Language Model (LLM), le sempre più diffuse preoccupazioni per la sicurezza e la privacy legano l’Intelligenza artificiale direttamente al settore della cybersecurity.

LLM e AI generativa 

Con l’integrazione di LLM che seguono le istruzioni su un numero sempre maggiore di prodotti rivolti agli utenti finali, emergeranno nuove e complesse vulnerabilità nell’intersezione tra AI generativa probabilistica e le tecnologie deterministiche tradizionali. Ciò amplierà la superficie di attacco che i professionisti della sicurezza informatica dovranno proteggere, richiedendo agli sviluppatori di studiare nuove misure di protezione.

Un esempio è l’approvazione da parte dell’utente per le azioni avviate dagli agenti LLM.
I red teamer e i ricercatori sfruttano l’AI generativa per realizzare strumenti innovativi di cybersecurity, che potrebbero dare vita a un sistema di assistenza che utilizza LLM o machine learning. Questo strumento potrebbe automatizzare le attività di red teaming, offrendo indicazioni basate sui comandi eseguiti in un ambiente pentesting.

Le reti neurali migliorano la qualità degli attacchi

Il prossimo anno i criminali potrebbero migliorare le proprie tattiche utilizzando le reti neurali e sfruttando gli strumenti di AI per creare contenuti fraudolenti più convincenti. Grazie alla possibilità di generare senza sforzo immagini e video realistici le minacce legate a frodi e truffe si aggraveranno.
Nonostante le tendenze descritte, gli esperti di Kaspersky rimangono scettici sul fatto che l’AI possa cambiare significativamente il panorama delle minacce in tempi brevi.

Se da un lato i criminali informatici stanno adottando l’AI generativa, lo stesso vale per gli addetti alla cybersicurezza, che utilizzeranno gli stessi strumenti, o addirittura più avanzati, rendendo improbabile un’alterazione significativa del panorama degli attacchi.

Watermark per i contenuti prodotti artificialmente

Lo sviluppo tecnologico diviene anche una questione di policy e regolamentazione. Il numero di proposte di regolamentazione legate all’AI è destinato ad aumentare, e le aziende tecnologiche possono fornire indicazioni preziose per le discussioni su questo tema a livello nazionale e globale.

Per segnalare o identificare i contenuti generati dall’AI saranno necessarie più normative e policy per i provider, che continueranno a investire in tecnologie di rilevamento.
Gli sviluppatori e i ricercatori, dal canto loro, contribuiranno ai metodi di watermarking dei media creati dall’AI per facilitarne identificazione e tracciabilità.

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L’Intelligenza Artificiale festeggia un anno di innovazioni. Quali prospettive a breve termine sugli ambiti settoriali?

L’interazione continua tra menti brillanti, ingegneri e esperti settoriali promette di portare l’Intelligenza artificiale verso nuove, e più alte, vette.
Appena un anno fa il panorama dell’Intelligenza artificiale iniziava a manifestare i primi segni di una trasformazione epocale. E ora si attendono con trepidazione le prossime frontiere che l’Intelligenza artificiale attraverserà nel prossimo anno, e anche oltre.

Dopo un anno di sorprendenti avanzamenti, l’Intelligenza artificiale sta plasmando un futuro intriso di innovazione. Le sue applicazioni nei diversi settori produttivi, nell’industria dell’intrattenimento, nonché le sue implicazioni nel mondo del lavoro, sono solo la punta dell’iceberg di un cambiamento profondo che sta modificando rapidamente il nostro presente.

Diagnosi, cura, ricerca e robot: l’AI nella Sanità e nell’industria manifatturiera

Nel settore sanitario, l’Intelligenza artificiale si è rivelata una forza trainante, accelerando processi cruciali come la diagnosi e il trattamento delle malattie.

Gli algoritmi sofisticati di apprendimento automatico analizzano i dati clinici dei pazienti con una precisione senza precedenti, rivoluzionando anche la ricerca di nuovi farmaci e terapie.
Nell’industria manifatturiera, invece, l’Intelligenza artificiale sta ridefinendo la produzione attraverso l’introduzione di robot intelligenti.
I robot collaborano sinergicamente con la forza lavoro umana, accelerando i cicli di produzione e ottimizzando le operazioni. Algoritmi avanzati si occupano della riduzione degli sprechi e dell’ottimizzazione dei processi produttivi.

Algoritmi, analisi dei flussi e apprendimento personalizzato: l’AI nella Finanza e nell’Istruzione

Il settore finanziario abbraccia l’Intelligenza artificiale per prevedere le dinamiche di mercato, analizzare il rischio e contrastare le frodi. Gli algoritmi avanzati analizzano costantemente i flussi di dati finanziari, consentendo agli operatori decisioni tempestive e illuminate in un contesto economico sempre mutevole.

Nel settore dell’educazione, l’apprendimento personalizzato sta rivoluzionando le aule. Nel mondo dell’istruzione e della formazione, infatti, l’Intelligenza artificiale sta contribuendo soprattutto a personalizzare l’esperienza di apprendimento. Sistemi di apprendimento automatico valutano il progresso degli studenti, adattando il materiale didattico alle loro esigenze specifiche. Questo approccio su misura favorisce un apprendimento più coinvolgente e mirato

Guida autonoma e infrastrutture ottimizzate: l’AI nei Trasporti

L’Intelligenza artificiale sta facendo progressi significativi anche nel settore dei trasporti. I veicoli a guida autonoma stanno diventando sempre più comuni e utilizzati. Grazie a sensori sofisticati e algoritmi avanzati, tra gli latri vantaggi, la guida autonoma promette di rendere il traffico urbano più sicuro ed efficiente.

Contestualmente, l’Intelligenza artificiale viene impiegata per ottimizzare le infrastrutture allo scopo di ridurre i tempi di percorrenza e migliorare la gestione del traffico urbano.

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Monitoraggio di un impianto fotovoltaico: perché è importante?

Far installare un impianto fotovoltaico è una decisione saggia ed intelligente verso un futuro più sostenibile ed energetico.

Ma una volta che il sistema è in funzione, c’è un aspetto cruciale che spesso viene trascurato: il suo monitoraggio. Ne hai mai sentito parlare? Sai a cosa serve e perché è così importante?

Per rispondere a questa domanda diciamo che il monitoraggio dell’impianto fotovoltaico non è solo un controllo occasionale del suo funzionamento, ma piuttosto una finestra in tempo reale sulle sue prestazioni energetiche.

Nulla di complicato ad ogni modo.

Vediamo insieme di seguito di comprendere perché il monitoraggio di un impianto fotovoltaico sia fondamentale e perché devi richiedere questo tipo di servizio all’azienda che si occuperà di installare il tuo impianto.

Noi ne abbiamo parlato con Sungroup, azienda opera nel settore del fotovoltaico Torino e che ci ha aiutato a comprendere quali siano i vantaggi dell’usufruire di tale servizio.

Massimizzare l’efficienza energetica

Puoi pensare al monitoraggio dell’impianto fotovoltaico come ad un sistema in grado di misurare l’efficienza di un impianto.

Questo sistema fornisce infatti informazioni dettagliate sul come e quanta energia viene prodotta, permettendo di individuare eventuali inefficienze o anomalie nel funzionamento.

Identificare tempestivamente eventuali problemi permette di intervenire prontamente, massimizzando così l’efficienza energetica complessiva dell’impianto.

Ottimizzazione delle prestazioni

Con il monitoraggio dell’impianto fotovoltaico, è possibile analizzare le prestazioni in diverse fasce orarie durante la giornata.

Questa analisi consente di identificare i periodi in cui l’impianto produce più energia, permettendo di adattare l’uso di elettrodomestici o dispositivi ad alto assorbimento energetico in quei momenti.

Al tempo stesso, è possibile apportare tutti i piccoli correttivi che si rendono necessari per massimizzare la capacità dell’impianto di produrre energia elettrica.

Appare evidente che ottimizzare l’uso dell’energia prodotta massimizza il risparmio e l’autosufficienza energetica, dunque si tratta di una pratica davvero molto importante.

Rilevamento tempestivo dei guasti e salvaguardia dell’investimento

Il monitoraggio costante di un impianto fotovoltaico consente di individuare rapidamente eventuali malfunzionamenti o guasti.

Un’efficace rilevazione tempestiva permette infatti di attivare prontamente interventi di manutenzione, riducendo i tempi di inattività e garantendo il funzionamento ottimale dell’impianto nel lungo periodo.

Il monitoraggio dell’impianto fotovoltaico fornisce dunque dati concreti sul rendimento del tuo investimento.

Con questi dati è possibile valutare l’effettiva resa economica dell’impianto, confrontando la produzione energetica attesa con quella effettiva. Queste informazioni sono preziose per valutare l’efficacia dell’investimento nel tempo e pianificare eventuali miglioramenti o espansioni.

Controllo remoto e facilità di gestione

Grazie alle moderne tecnologie di monitoraggio, è possibile accedere in remoto ai dati dell’impianto fotovoltaico tramite app o piattaforme online.

Questo consente un controllo costante e la gestione dell’impianto anche da remoto, offrendo un maggior livello di tranquillità per il proprietario, il quale sa che il suo investimento è sempre salvaguardato.

Risparmio a lungo termine

Investire nel monitoraggio dell’impianto fotovoltaico può comportare un risparmio significativo nel lungo termine.

Identificare infatti tempestivamente eventuali problemi o inefficienze consente di risparmiare sui costi di manutenzione e garantisce una maggiore durata e performance dell’impianto nel tempo.

Tra l’altro, un impianto perfettamente funzionante ed efficiente al massimo è un ottimo argomento per quel che riguarda il valore di un immobile, dato che si tratta di un argomento certamente in grado di valorizzare ulteriormente l’appartamento o edificio in cui è installato.

Per questo motivo, il monitoraggio costante di un impianto fotovoltaico non è da considerarsi solo un’opzione, ma una necessità.

Esso assicura il corretto funzionamento dell’impianto, massimizzandone l’efficienza energetica e garantendo il massimo ritorno sull’investimento.

Mantenere sotto controllo le prestazioni dell’impianto fotovoltaico non è solo una scelta intelligente, ma una strategia vincente per un futuro più sostenibile e redditizio.

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Cyberecurity: in Italia attacchi hacker +169% rispetto al 2022

Secondo ai dati del rapporto Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, gli utenti italiani nell’anno solare 2022 hanno denunciato 188 attacchi hacker, il 169% in più rispetto al 2021.
Nell’83% degli hackeraggi riusciti le conseguenze per i sistemi informatici tricolori sono state drammatiche.

Il quadro generale, nazionale e internazionale, sempre più preoccupante impone quindi la necessità di puntare su informazione e formazione all’uso del digitale. La popolazione va resa consapevole su quali siano gli attacchi hacker più frequenti, e come agire, se possibile, per evitarli.
Intanto, il governo italiano è al lavoro per potenziare la crescita digitale e la cybersecurity: 623 milioni di euro, attinti ai fondi del PNRR, saranno infatti destinati al rafforzamento della sicurezza informatica. 

I casi più clamorosi del 2023

Stando al Clusit dal 2018 al 2022 i casi di attacchi hacker sono aumentati notevolmente. Una tendenza che sembra confermarsi anche nell’anno in corso. Nel primo semestre 2023 si sono verificati alcuni episodi che hanno avuto una certa risonanza a livello mediatico. Tutte le offensive hanno interessato portali istituzionali.

A marzo i siti ufficiali della Camera, dei ministeri Difesa, Esteri e Trasporti e dell’esecutivo sono stati bersaglio di un attacco del tipo DDoS.
Gli hacker hanno ‘inondato’ di richieste di collegamento fasulle gli indirizzi IP dei server in questione. L’obiettivo era sovraccaricare le pagine fino a mandarle fuori uso. Un attacco analogo, a maggio, ha colpito anche il Ministero del Made in Italy. 

I dati sulle offensive hacker

Ad agosto, invece, il Ministero della Giustizia è stato oggetto di un pericoloso attacco di tipo ransomware.
Attraverso un software malevolo, i pirati informatici hanno bloccato l’accesso al sito richiedendo un riscatto al governo, affinché ottenesse nuovamente l’accesso ai dati.

Anche nel 2022, però, il settore prediletto dai malintenzionati della rete è stato quello governativo, con il 20% degli hackeraggi totali che ha interessato i siti dei ministeri o i sistemi in capo all’esecutivo.
Ma la medaglia d’argento al secondo settore più preso di mira dagli hacker va al manifatturiero, dove si concentra il 19% degli hackeraggi che hanno interessato il nostro Paese.
Seguono le organizzazioni (16%), l’edilizia (11%), e in misura minore, l’ICT e i settori energetico e finanziario.

Come difendersi?

Per non cadere nella rete dei malintenzionati è bene seguire alcune accortezze, a cominciare dall’uso di servizi VPN, che difendono la nostra rete domestica da connessioni indesiderate.
Ovviamente è importante anche scegliere con cura le password, modificandole saltuariamente, per impedire l’accesso ai dati. Ed è sempre bene installare gli antivirus sui sistemi operativi e mantenerli sempre aggiornati.

Inoltre, è bene effettuare frequenti backup dei dati, soprattutto quelli più sensibili, in modo da non essere ricattabili nel caso di furto di informazioni.

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Equilibrio tra vita personale e professionale: ecco cosa vogliono gli italiani

Un equilibrio ottimale tra vita lavorativa e privata: è questa la prospettiva ambita da un numero crescente di persone. Un recente studio condotto da ASSIRM, l’associazione delle principali aziende di ricerca di mercato per Confindustria Intellect, ha rivelato che oltre il 55% dei lavoratori italiani sarebbe disposto a percepire uno stipendio inferiore in cambio di un giorno libero aggiuntivo ogni settimana.
Questa tendenza è particolarmente evidente tra i giovani lavoratori, con il 62% dei soggetti tra i 25 e i 34 anni favorevoli a questa possibilità. La proposta di adottare una “settimana corta,” già pratica comune in molti Paesi e attualmente oggetto di una proposta di legge anche in Italia, sembra essere in cima alla lista dei desideri dei lavoratori. Insomma, il tempo è un valore che non ha prezzo.

Un trend in rapida evoluzione 

Il rapporto, intitolato “La nuova relazione con il mondo del lavoro,” indica un trend in rapida evoluzione, accelerato significativamente durante e dopo la pandemia.
Il 63% delle persone afferma di avere nuove aspettative nei confronti del lavoro, percentuale che aumenta al 70% nella fascia d’età tra i 25 e i 34 anni e addirittura al 77% tra i neo-lavoratori (18-24 anni).

I giovani prediligono le professioni in ambito marketing e comunicazione

Analizzando i settori lavorativi, il report rivela che il settore dell’IT e dei servizi digitali è il più ambito (38%), seguito dal marketing (34%) e dalla comunicazione (30%). Le preferenze variano notevolmente tra le diverse fasce d’età, con i giovani che prediligono il marketing e i lavoratori più maturi orientati verso l’IT e il digitale.
Il profilo lavorativo più desiderato è quello del venditore (29%), seguito dal project manager (27%), dal gestore delle risorse umane (26%), dal programmatore (25%) e dal responsabile marketing (24%).

Far incontrare le esigenze delle aziende e dei lavoratori

Matteo Lucchi, presidente di ASSIRM, sottolinea come nel mondo del lavoro attuale convergano approcci diversi in termini di attitudine e scopo. Questa diversità rappresenta una sfida per la gestione, ma allo stesso tempo arricchisce l’ambiente di lavoro, introducendo varietà e risorse intrinseche.
Tuttavia, emerge una crescente divergenza tra le esigenze delle aziende e le aspettative dei lavoratori, soprattutto in termini di competenze di base, esperienza e disponibilità a lavorare oltre gli orari standard o a gestire livelli di stress crescenti.

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Alimentazione stagionale: gli italiani sanno cos’è ma non tutti la praticano

I consumatori tricolore sono consapevoli dei vantaggi di comprare e consumare cibi di stagione. Molti (68%) sanno bene che un frutto o un ortaggio stagionale vanta maggiori proprietà nutritive rispetto a quelli non di stagione, e sono consci (32%) che tali prodotti abbiano anche un sapore migliore.
Secondo un’indagine di Everli, però, meno della metà dei consumatori italiani segue costantemente un’alimentazione stagionale.

Questo, nonostante il 96% abbia familiarità con questo concetto, e una percentuale simile (92%) sappia che consumare alimenti di stagione abbia effetti benefici sulla salute e il portafoglio.
Ma è meno della metà degli intervistati, il 47%, mette nel carrello prodotti stagionali con costanza durante il corso dell’anno.

Frutta e verdura di stagione sono amici dell’ambiente

Gli abitanti del Bel Paese sono informati sui problemi relativi a inquinamento e cambiamento climatico, e conoscono quanto gli alimenti di stagione siano ‘amici’ dell’ambiente (51%).
Gli italiani, insomma, sono consapevoli che frutta e ortaggi di stagione favoriscono la riduzione di costi produttivi e logistici e supportano l’agricoltura locale.

Da parte dei consumatori dello Stivale, soprattutto in alcuni periodi dell’anno, fanno capolino anche momenti di reale impegno. Soprattutto durante i mesi estivi.
Forse complici frutti come fragole, ciliegie e pesche, in questo periodo dell’anno gli italiani sono più inclini ad acquisti stagionali (40%). Intenzione che inizia ad affievolirsi, ma rimane, in autunno (16%), mentre in primavera (2,5%) e in inverno (2%) si perde quasi completamente.

Poco propensi a modificare le abitudini

Di fatto, il 53%dei consumatori non fa sempre la spesa seguendo l’andamento delle stagioni. Fondamentalmente, per due motivi: optano per ciò che trovano in offerta in quel momento (53%) cercando il miglior prezzo, o preferiscono frutta e verdura che più amano, a prescindere dalla stagionalità (46%).
Gli italiani non sembrano essere particolarmente propensi a modificare le abitudini. Infatti, quasi la metà (47%) non sa se in futuro inserirà o aumenterà il consumo di alimenti di stagione.

Un’app per riconoscere gli alimenti  

Ancora una volta, è il fattore economico a fare la differenza. Il 76% potrebbe incrementare l’acquisto di frutta e verdura stagionale qualora i supermercati proponessero sconti o incentivi. Lo pensano soprattutto le donne nella fascia d’età tra 27 e 41 anni.

Non solo, l’84% quando si trova tra le corsie e deve scegliere cosa mettere nel carrello ammette di essere in difficoltà. Per loro sarebbe ideale ricevere indicazioni specifiche sui prodotti e negli spazi del punto vendita, con dettagli circa la stagionalità (59%).
Inoltre, il 25% ricorrerebbe volentieri ad app o strumenti online per identificare facilmente gli alimenti di stagione, soprattutto gli uomini tra 27 e 41 anni.

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Bonus colonnine per imprese e professionisti: spese rimborsate fino al 40%

Una misura che può dare un ‘boost’ alla mobilità elettrica, e che va oltre gli obblighi normativi imposti alle aziende, a cui spesso si chiede di dare buon esempio in materia di sostenibilità ambientale, sociale e di governance.
Si tratta del Bonus colonnine elettriche per imprese e professionisti, approvato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Aziende e professionisti che vorranno installare colonnine di ricarica elettrica potranno infatti accedere a un rimborso pari al 40% delle spese ammissibili, coperte a fondo perduto dal Fisco.
“Vogliamo accompagnare la crescita della mobilità elettrica nel Paese, già fortemente sostenuta dal PNRR”, commenta il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Di fatto, gli incentivi statali giocano un ruolo fondamentale nella transizione ecologica, che viene così accolta dalle imprese come un’opportunità, e non solo come un onere.

Spese ammesse: dall’acquisto alla messa in sicurezza dell’impianto

Le spese ammissibili al Bonus colonnine riguardano acquisto e messa in opera delle colonnine, realizzazione degli impianti elettrici, opere edili strettamente necessarie all’installazione, impianti e dispositivi per il monitoraggio.
Saranno anche ammissibili, ma entro il 10% del costo globale, le spese per la connessione alla rete elettrica, la progettazione e la direzione dei lavori, il collaudo e la messa in sicurezza dell’impianto.
In ogni caso, potranno essere agevolate solo le spese oggetto di fattura elettronica.

La modalità di accesso non è la stessa per tutti

Le domande per accedere al Bonus colonnine per imprese e professionisti potranno essere compilate dal 26 ottobre, mentre l’invio delle richieste sarà possibile dal 10 novembre alle 17:00 del 30 novembre.
La modalità di accesso non è però la stessa per tutti i casi.
I professionisti (sempre) e le imprese che vogliano fare lavori entro il valore di 375.000 euro, o li abbiano già fatti dopo il 4 novembre 2021, dovranno compilare la domanda dall’apposita piattaforma sul sito di Invitalia.
Le imprese che faranno, o hanno già sostenuto dopo il 4 novembre 2021, lavori di valore pari o superiore a 375.000 euro dovranno inviare la domanda via Pec.

Un fondo da 87,5 milioni di euro

Invitalia, che gestisce la misura per conto del ministero, ha messo a disposizione il suo numero verde 800 77 53 97 e una scheda contatto online all’interno dell’area riservata sul sito per chiarire eventuali dubbi.
Il beneficio è rivolto a professionisti e imprese di qualunque dimensione, ma gli operatori economici che vorranno accedere a questa misura dovranno organizzarsi per non restare ‘a secco’.
Infatti, le risorse a disposizione sono 87,5 milioni di euro, di cui 8,75 milioni per i professionisti, 70 milioni per gli investimenti delle imprese inferiori a 375.000 euro, 8,75 milioni per gli investimenti delle imprese di valore pari o superiore a 375.000 euro.

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Generazione Z: chi sono i giovani che vogliono comprare casa?

La Generazione Z, composta da chi è nato tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000, sta conquistando sempre più rilevanza nel mercato immobiliare italiano. Secondo una recente Indagine condotta da Gruppo Gabetti in collaborazione con la società di ricerche Toluna, il 38% dei giovani italiani ha l’intenzione di comprare casa nei prossimi cinque anni.
Ma chi sono questi “nuovi” potenziali acquirenti? E quali sono i canali preferiti per trovare la loro futura dimora?

L’identikit dell’acquirente Z

Circa quattro giovani su dieci desiderano possedere una casa, mentre il 27% preferisce l’affitto. L’identikit dell’acquirente potenziale parla di una persona tra i 25 e i 30 anni, con un’occupazione stabile e che condivide la sua vita con qualcuno. Al contrario, coloro che prediligono l’affitto sono in genere più “piccoli” (20-24 anni), studenti e ancora convivono con i genitori o coinquilini.

I canali di ricerca preferiti 

L’analisi rivela che la maggior parte dei giovani ha già iniziato a esplorare il mercato immobiliare. Il 47% cerca offerte online, il 40% parla dei propri  progetti con amici e familiari, mentre il 38% si concentra su possibilità di risparmio e preferenze geografiche.
I canali digitali dominano la ricerca, con il 65% che utilizza siti web, app, blog e gruppi specializzati sui social network. Il 60% si affida ai consigli di amici e parenti, mentre il 46% utilizza i canali tradizionali come agenzie immobiliari, pubblicità e cartelloni.

L’Importanza delle agenzie immobiliari

Le agenzie immobiliari sono un elemento chiave nella ricerca della casa dei sogni. Il 52% di coloro che le hanno contattate considera l’agenzia fondamentale, in confronto al 35% di chi non l’ha fatto. Le agenzie svolgono un ruolo ancor più prevalente tra coloro che cercano di acquistare una casa (38%) rispetto a chi preferisce l’affitto (32%). In particolare, i giovani scelgono di rivolgersi agli agenti immobiliari perché li vedono come facilitatori del processo di acquisto, specializzati nella gestione delle complesse procedure burocratiche e dell’assistenza legale.

Nonostante l’attrattiva del canale digitale, la maggior parte dei giovani (60%) sente la necessità di una consulenza diretta da un esperto. Preferiscono avere a che fare con professionisti seri, fidati, empatici e attenti alle loro esigenze.

Conclusioni

La Generazione Z sta emergendo come un target di tutto rispetto nel mercato immobiliare italiano. Con il forte desiderio di avere una casa di proprietà nel futuro, questi giovani preferiscono canali digitali e agenti immobiliari per effettuare le loro ricerche.
Le agenzie immobiliari svolgono un ruolo cruciale, offrendo assistenza e competenza in un mercato spesso molto complesso. Interagire con dei professionisti è fondamentale per i clienti appartenenti a questa generazione, che cercano una guida affidabile nel processo di acquisto di una proprietà.

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Italiani e scuola: come è percepita oggi la figura dell’insegnante?

In occasione della Giornata Mondiale degli Insegnanti 2023, il team Public Affairs di Ipsos ha condotto un sondaggio per indagare le opinioni degli italiani riguardo al mondo della scuola e agli insegnanti. Questa giornata internazionale, celebrata il 5 ottobre di ogni anno, è stata istituita dall’UNESCO per riconoscere l’importante ruolo degli insegnanti nella formazione delle future generazioni e nell’offrire un’educazione di qualità.

Una professione prestigiosa, ma con stipendi inadeguati

Il sondaggio ha rivelato un elevato grado di considerazione da parte degli italiani per la figura dell’insegnante. Più dei due terzi della popolazione ritiene che questa professione sia più prestigiosa di molte altre, perfino superando il medico, lo sportivo o l’artista nei sogni di molti bambini.
Gli italiani sono consapevoli delle sfide e delle fatiche che i docenti affrontano nella loro professione e ritengono che gli stipendi attuali siano inadeguati, specialmente considerando il cambiamento dei metodi di insegnamento, che stanno adottando approcci innovativi.

Più educazione civica e sostengo psicologico contro i fenomeni di violenza

Un altro tema emerso è la questione della violenza a scuola, un argomento molto dibattuto negli ultimi tempi. La maggioranza degli italiani ritiene che questo problema debba essere affrontato in modo metodico, combinando diversi strumenti. Ciò include l’incremento dell’insegnamento di educazione civica e il potenziamento dei servizi di sostegno psicologico per gli studenti e le loro famiglie.
Alcuni suggeriscono divieti, come l’uso dello smartphone in classe, mentre altri invocano una maggiore severità nelle valutazioni comportamentali degli studenti. Tuttavia, è evidente che molti vedono la necessità di affiancare i docenti e di sostenerli con formazione specializzata in ambito psicologico e relazionale.

Famiglie, necessario il coinvolgimento attivo 

È chiaro per tutti che il coinvolgimento attivo delle famiglie è essenziale per affrontare con successo il problema della violenza a scuola e garantire un ambiente educativo positivo.
In conclusione, il sondaggio di Ipsos evidenzia il profondo rispetto degli italiani per gli insegnanti e la loro consapevolezza delle sfide che essi affrontano, nonché la necessità di affrontare il problema della violenza scolastica con un approccio olistico e collaborativo.

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