L’inflazione cambia le abitudini: liquidità non è più sinonimo di sicurezza
Negli ultimi anni, la gestione del risparmio da parte degli italiani ha subito una profonda trasformazione. Il tradizionale attaccamento al denaro “parcheggiato” in banca sta lasciando spazio a un approccio più dinamico, ma anche più prudente. Secondo il Rapporto “Pragmatismo e progresso” realizzato da Censis in collaborazione con Assogestioni, l’84,5% degli italiani ha risparmi o riesce a risparmiare, ma il 70,2% ritiene che mantenere tutto in contanti non sia più una scelta sicura.
Il biennio segnato da forti spinte inflazionistiche ha messo in discussione l’idea che la liquidità rappresenti un porto sicuro. Oggi, il 54,7% dei risparmiatori cerca di conservare solo il necessario in contanti, destinando il resto a forme di investimento.
Investire sì, ma con cautela
Cresce l’interesse verso investimenti con orizzonti temporali più lunghi: il 60% degli italiani è disposto a vincolare i propri risparmi per almeno cinque anni, in netta crescita rispetto al 47,9% del 2022. Tuttavia, il clima economico incerto rende la popolazione più prudente: ben l’88,1% si dichiara attento e riflessivo nelle proprie scelte finanziarie.
Risparmio come leva per realizzare i propri obiettivi
Non più solo una “scorta per le emergenze”, ma un mezzo per costruire il futuro: per l’82,8% degli italiani, risparmiare significa potersi permettere sogni e progetti di vita. Il 79,5% investe pensando alla propria sicurezza futura – pensione, salute o il benessere di figli e nipoti – mentre il 64,8% usa i risparmi per acquisti importanti, come casa e auto.
ESG, sostenibilità che piace anche al portafoglio
Nonostante lo scetticismo di alcuni attori internazionali, l’interesse verso gli investimenti sostenibili continua a crescere: il 63,3% degli italiani è favorevole a investire in prodotti ESG, rispetto al 52,5% registrato nel 2021. Il 22,8% li sceglie come opzione primaria, mentre un ulteriore 40,5% li valuta con favore.
Rischi digitali e tentativi di truffa
L’evoluzione tecnologica porta con sé anche nuove minacce. Quasi la metà degli italiani (47,8%) ha ricevuto proposte fraudolente legate al trading online, e il 59,5% ha visto pubblicità ingannevoli che promettono alti guadagni con bassi investimenti. Inoltre, il 51,9% ha ricevuto messaggi sospetti per ottenere dati finanziari personali.
Consulenti finanziari per la gestione del risparmio
Per molti risparmiatori, affidarsi a un professionista è la scelta giusta. Il 29,2% investe tramite un consulente, instaurando rapporti di fiducia che spesso durano nel tempo: il 27,3% ha lo stesso referente da oltre 10 anni. E non solo: il 31,9% si avvicinerebbe a strumenti più complessi, come il trading online, solo con la guida di un esperto.
Capire come investire
L’interesse per l’educazione finanziaria è alto: il 58,8% degli italiani vorrebbe migliorare le proprie competenze, in particolare i giovani (62,5%) e gli adulti (63,7%). Anche chi non è interessato ad approfondire, nel 68,6% dei casi si affiderebbe a un consulente per sentirsi più sicuro.
Occhio alle promesse troppo belle per essere vere
Gli italiani si dimostrano prudenti anche davanti a offerte apparentemente vantaggiose. L’81,9% rifiuta conti deposito con rendimenti “troppo alti”, il 79% diffida delle app di trading con promesse miracolose, e il 77,1% è scettico verso gli investimenti in criptovalute non regolamentati.
Come sottolinea Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, “comprendere le dinamiche del risparmio familiare è essenziale per valorizzare le scelte finanziarie degli italiani, costruendo un sistema solido e trasparente”.
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